Come guadagna uno sviluppatore app

Come guadagna uno sviluppatore App

Fare lo sviluppartoe APP, è vantaggioso?

Ad oggi esistono moltissime applicazioni, per gestire diverse attività: per esempio per utilizzare strumenti di correzione delle fotografie, per collegarsi ad un social network, per dialogare in chat con amici e parenti, per giocare online.
Il guadagno può derivare dal costo dell’applicazione, che viene saldato dall’utente nel momento in cui viene scaricata, oppure dalle pubblicità, che appaiono all’utente durante l’utilizzo. È possibile svolgere questo lavoro come sviluppatore assunto stabilmente da una azienda per sviluppare una determinata applicazione, sulla base di un progetto specifico, oppure può procedere in modo autonomo, ovvero avviare una professione indipendente da cui proporre i propri lavori a diverse aziende.

Come si guadagna tramite app?

Le possibilità di guadagno tramite app è in relazione diretta con il costo a carico dell’utente per avvalersi dello strumento. Questo, però, è un forte disincentivo a scaricare l’applicazione: una via alternativa, dunque, potrebbe essere quella di prevedere il download gratuito, ma di inserire nell’applicazione degli annunci pubblicitari. Altra possibilità è fornire un programma completo, ma con forti limitazioni sbloccabili solo tramite acquisto o abbonamento. Infine, è possibile aggiungere la possibilità di eseguire degli acquisti direttamente nell’app dette micro transazioni; questi possono riguardare sia oggetti fisici, sia piani di abbonamento per sbloccare determinate funzioni.

Sviluppatore di app Freelance

Svolgere la professione di sviluppatore Freelance di applicazioni, richiede l’apertura di una Partita IVA, con adesione ad un regime fiscale in base ad alcune caratteristiche della propria attività.
Decade la richiesta di apertura Partita Iva, solo quando l’attività non venga svolta in modo continuativo ed è possibile avvalersi della Prestazione occasionale.

Apertura Partita IVA

Lo sviluppatore che svolge l’attività in modo professionale e quindi non meramente occasionale dovrà aprire la partita Iva, inviando il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività.
Lo sviluppo di applicazioni, ad oggi, non ha una specifica disciplina fiscale, pertanto è possibile distinguere alcune casistiche:

  • Il professionista sviluppa applicazioni per uno o più committenti;
  • Il professionista sviluppa applicazioni e le commercializzano sugli store online, e trarne profitto;
  • Il professionista può lavorare in entrambe le modalità sopra elencate.

Per aprire una Partita IVA come sviluppatore di app è necessario scegliere anche il codice ATECO, o i codici ATECO più consoni all’attività, sulla base di ciò che si andrà a fare.
I codici ATECO consistono in diverse cifre e caratteri che vanno ad indicare con precisione la professione specifica. I codici possibili sono:

  • Codice ATECO 62.01.00: produzione di software non connesso all’edizione;
  • Codice ATECO 62.02.00: consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica;
  • Codice ATECO 47.91.10: Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet (per coloro che sviluppano applicazioni e le commercializzano negli App. Store)

Per poter scegliere correttamente, anche in questo caso è possibile avvalersi della consulenza di un commercialista, o in alternativa chiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate al momento dell’apertura della Partita IVA.

Il costo per l’apertura e la gestione della partita Iva dipende essenzialmente dal regime fiscale adottato.

Regime fiscale

Una volta deciso di avviare una attività autonoma, e una volta aperta la Partita IVA, è necessario scegliere il regime fiscale specifico per l’attività.
Per un professionista che lavora in autonomia, è necessario aprire la Partita IVA e scegliere il regime fiscale più vantaggioso. È possibile essere inseriti nel regime forfettario. Per poter aderire al regime forfettario è necessario rispettare alcuni requisiti di ammissione, e rientrare nel fatturato annuale massimo di 65.000 euro. Inoltre è necessario iscriversi all’INPS.
Per un professionista che sviluppa app e le commercializza, è necessario aprire la Partita IVA, iscriversi al Registro delle Imprese, anche come attività individuale, iscriversi all’INPS, eventualmente all’INAIL, e presentare la SCIA per l’inizio dell’attività.
Nel caso in cui lo stesso soggetto svolga entrambe le attività, è necessario stabilire qual è la principale, considerando che solitamente prevale l’attività commerciale.

Contributi previdenziali

Uno sviluppatore di app, una volta aperta la Partita IVA, dovrà comunicare l’inizio dell’attività all’ente previdenziale INPS, in modo da versare i contributi corretti per accedere poi alla pensione. Sia con regime fiscale ordinario che forfettario, è possibile iscriversi alla Gestione Separata INPS rivolta ai professionisti.

Ha senso aprire Partita IVA, ad anno solare avviato?


In linea generale, se si intende aprire Partita IVA in regime ordinario, il mese di inizio attività non fa differenza.
Al contrario, se vuoi aprire la Partita IVA in regime forfettario, regime in cui si vanta il diritto alla riduzione al 5% delle tasse nei primi 5 anni, risulta più conviente aprire a gennaio. Questo perché i primi 5 anni di agevolazione fiscale si calcolano come anni solari, ovvero dal 1 gennaio al 31 dicembre. Aprendo a gennaio si può usufruire dell’agevolazione per intero.

Capire quale sia il momento giusto per aprire la propria attività è fondamentale e per farlo è necessario prendere in considerazione diverse variabili, pertanto è sempre meglio rivolgersi a consulenti fiscali.
Alcune volte partire a fine anno può creare un dispendio finanziario inutile, altre volte invece può essere una vera e propria opportunità.