Procrastinazione: l’arte eterna del rimandare

Capita a tutti di trovarsi nella necessità di dover posticipare un’attività, un impegno o un appuntamento, ma quando questo diventa un’abitudine, stiamo procrastinando.

La procrastinazione può essere un vero problema: ore o addirittura giorni interi sprecati a non concludere nulla, nonostante prevedibili conseguenze future negative, scegliendo il piacere di breve durata a costo dei benefici a lungo termine
Quando l’abitudine a procrastinare si consolida, generalmente finisce poi per influire sul lavoro e/o nella vita sociale, fino a farci dubitare delle nostre stesse capacità, impedendo di affrontare le sfide, e di realizzare le proprie aspirazioni e desideri.

Le principali cause della procrastinazione si possono riassumere in cause emotive/cognitive:

  • Pigrizia
  • Disinteresse
  • Perfezionismo e paura dell’insuccesso
  • Paura del successo
  • Paura della responsabilità

Nessuno ha una soluzione, ma agire a dispetto delle nostre paure è l’unica via.
Ecco alcuni suggerimenti per cambiare abitudini e ingannare il cervello.

1. Riconosciamo le ragioni per cui procrastiniamo.

Dare un nome all’emozione che si cela dietro la procrastinazione può aiutare ad affrontarla. Cerchiamo di analizzare, cosa non ci fa iniziare un’attività: la paura di fallire, la difficoltà dell’attività stessa… Spesso rimandare non è solo una questione di organizzazione del tempo.

2. Facciamo il primo passo, imponiamoci di iniziare.

Tim Pychyl, che fa ricerca sulla procrastinazione all’Università di Carleton, a Ottawa, Canada, ha testato questo approccio su un gruppo di studenti, e ha constatato che, iniziato un compito, lo trovavano meno stressante e difficile, persino più piacevole, di prima di cominciarlo.

3. Imparamo l’arte della procrastinazione.

Nel 1996 John Perry, professore di filosofia all’Università di Stanford, coniò il termine “procrastinazione strutturata” per indicare una tattica che sfrutta le debolezze del procrastinatore incallito per obbligarlo comunque a portare a termine qualcosa.
Il trucco è mettere in cima alla lista delle cose da fare i compiti che tenderemo a evitare.

4. Siamo gentili con i noi stessi.

Capita spesso di abbattersi e demotivarsi facilmente, questo crea un circolo vizioso negativo. Proviamo a rivolgerci a noi stessi con la gentilezza che useremmo nei confronti di un amico.
Cerchiamo di lodarci con piccole attenzioni quando riusciamo a raggiungere gli obiettivi scelti.

5. Creiamo piani di emergenza.

Alcune tentazioni sono prevedibili, cerchiamo di evitarle per non trovarci nell’emergenza. Se sappiamo che lo smartphone è una distrazione, evitiamo di averlo sulla scrivania con lo schermo rivolto verso l’altro. Utile suggerimento è anche quello di mantenere la scrivania minimal senza documenti ed oggetti non inerenti all’attività che stiamo svolgendo.