Smart working, Hybrid woring e ufficio: quale sarà il futuro?

Sono le parole più inflazionate del 2020 e del 2021. Ormai: smart working e DAD sono entrate nel nostro vocabolario con l’incidere del Covid-19 e ancora creano rumore e chiacchiericcio. In tanti, in questi ultimi mesi si sono pronunciati sul lavoro da remoto e sulle sue possibili evoluzioni.

Da un sondaggio,che abbiamo voluto lanciare sulla nota piattaforma per il lavoro Linkedin, è emerso che il 47% apprezza il lavoro in remoto, un dato quasi al pari dalla possibilità di una modalità di svolgimento in ibrido (smart working + ufficio) 45%, ma ben distante dal solo 7% che preferisce un ritorno full in ufficio.

I dati dimostrano che, se da una parte è possibile svolgere tante attività da remoto, dall’altra lo scambio con gli altri e la casualità dell’incontro, sono aspetti irrinunciabili.

Va però sottolineato come molte persone abbiamo sofferto il lavoro da casa, in quanto era in corso una situazione forzata, senza alternative; adesso, invece, c’è un atteggiamento psicologico diverso, più positivo, dato dalla possibilità di scelta, di diversificare la modalità e, soprattutto il luogo da dove lavorare.

Tra le prime aziende aperte ad una modalità di lavoro ‘new normal’ c’è il colosso Google, che dal dicembre 2020 ha iniziato a preparare il suo modello ibrido tra smart working e lavoro in ufficio: Google vorrebbe che i propri dipendenti lavorassero almeno tre giorni a settimana in ufficio e i restanti da remoto, con orari di lavoro flessibili non ancora identificati.

Google ha invitato il suo personale a lavorare in presenza dopo le festività pasquali, scelta che si oppone a quella di altri giganti digitali come Facebook, Twitter e Spotify che hanno indicato che consentiranno ad alcuni lavoratori di lavorare da remoto per sempre.

Di tutt’altra veduta è Apple che ha dichiarato di voler far rientrare i suoi dipendenti il prima possibile, temendo ripercussioni date dall’inevitabile mancanza di contatto umano del lavoro da remoto.

Ma cosa cambierà in Italia?

Sulla Gazzetta Ufficiale n.96 del 22 aprile 2021 è stato pubblicato il decreto legge 22 Aprile 2021, n. 52, meglio noto come “decreto Riaperture”, che sotto delibera del Consiglio dei Ministri è stato prorogato dal 30 aprile al 31 luglio 2021 (cfr. Art.10).
Fino al 31 luglio in Italia sarà mantenuto lo smart working semplificato.

Molte aziende italiane hanno iniziato a stabilire un piano di azione volto a proseguire o meno lo svolgimento del lavoro agile, a decadimento del decreto.
Tra le prime a dire la loro, ci sono state Subito e Infojobs, di proprietà di Adevinta, che hanno offerto ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da remoto in maniera permanente.

Ad avvalorare la scelta di proseguire con la modalità da remoto, sono stati ii risultati raggiunti da un sondaggio interno sottoposto ai propri dipendenti, secondo i quali il periodo di smart working avrebbe beneficiato in termini di soddisfazione personale dei dipendenti. L’81% ha detto di aver trovato un maggiore equilibrio tra vita professionale e privata.

Ma non sono solo le aziende già avvezze al digitale ad aprire le loro vedute, anche la PSA, gigante dell’automotive che include Opel, Citroen e Peugeot; o la Schroders, società di consulenza finanziaria che già offriva di un giorno di smart working alla settimana già prima dell’inizio della pandemia.
Nota di lode anche per Fineco,Vodafone e Nestlè che hanno anticipato di circa dieci anni, la tendenza del lavoro agile, ma anche AXA, che ha ricevuto il riconoscimento per il progetto “Smart working, smart life”, che ha visto l’estensione del Lavoro Agile a beneficio di tutti i collaboratori.

Ci sono ancora aziende, però, che preferiscono un ritorno in sede, infatti è possibile leggere negli annunci la dicitura “Possibilità di svolgimento da remoto fino al termine dell’emergenza”; o parziale ritorno in sede “Sarà richiesta disponibilità a recarsi in ufficio solo qualche giorno a settimana”.

Se volessimo dare un sunto a tutto questo, potremmo notare che il futuro del lavoro è Hybrid work, dove le modalità del lavoro agile, si fondono con quelle del lavoro in ufficio.

Affinché gli hybrid work abbiano successo, le aziende devono stabilire confini e direttive chiare e precise per i dipendenti sull’orario di lavoro e sulle modalità migliori di comunicazione, così da combinare realmente i vantaggi del lavoro a distanza senza perdere la parte più umana del contatto e delle relazioni tra colleghi.