La lettera di presentazione serve ancora?

La cover Letter ha senso ancora?

In un articolo precedente, avevamo suggerito come scrivere un CV efficace e personalizzato, ma se vogliamo ardentemente far colpo sull’HR, può bastare l’invio di un buon CV?
La cover letter, molto in uso in altri stati, anche in Italia può rivelarsi un supporto molto efficace, poiché ci dà la possibilità di chiarire le nostre motivazioni alla candidatura.
La lettera di presentazione accompagna il CV e completa la candidatura!
Capita che sia esplicitamente richiesta dalle aziende, nella candidatura all’annuncio, ma si rende ancora più efficace nelle candidature spontanee.
I vantaggi di una cover letter ben fatta sono: metterti in luce, distinguerti dagli altri candidati e farti uscire dall’anonimato.

Le regole principali sono le stesse che dettano la stesura del CV: sintesi, chiarezza e un corretto italiano scritto.

La lettera di presentazione può essere inviata come application, insieme al CV, o come corpo mail.
Quando si sceglie di inviarla come application, suggeriamo di utilizzare la stessa grafica utilizzata nel CV, se personalizzato, per dimostrare cura e attenzione ai dettagli.
Se invece si decide di incorporarla nel corpo mail, è importante non superare le 15 righe e suddividere, sempre, in paragrafi.

Come deve essere la struttura della cover letter?
La cover letter si divide in sei punti principali e quattro paragrafi diversi, quali:

  • OGGETTO: indica chiaramente il ruolo per cui ti stai candidando
  • INTRODUZIONE: inserisci le tue informazioni e quelle dell’azienda
  • L’AGGANCIO: specifica perché conosci l’azienda e che idee hai su di loro (ho visto la vostra azienda, ho letto il vostro annuncio…);
  • CHI SEI:  spiega brevemente quali sono le competenze o esperienze che possiedi e che possono essere sicuramente in linea con il ruolo o con l’azienda (evita di ripetere papale papale quanto scritto già nel CV);
  • IL TUO VALORE AGGIUNTO: le caratteristiche che ti rendono la persona adatta al ruolo, la motivazione e l’interesse per la posizione interessata.
  • CONCLUSIONE: ringrazia e inserisci la call to action (mi rendo disponibile per un colloquio conoscitivo)

Parlando dei paragrafi, potremmo creare alcuni esempi con delle brevi frasi da prendere come idee di spunto.
Dopo aver allineato i propri contatti in alto a sinistra e i contatti del destinatario in alto a destra, passiamo a:

1. SALUTI INIZIALI (Saluti, posizione per cui ti candidi e dove hai trovato l’annuncio)

Il primo modo per colpire il recruiter è rivolgere la lettera direttamente a lui, anche se non si fosse stati in grado di rintracciare un nome e cognome di riferimento.

“Spettabile responsabile della selezione,
sottopongo alla Sua attenzione la mia candidatura alla posizione, aperta presso di voi, da Mobile developer, come indicato sul sito ****”.


Se nell’annuncio, invece, è presente un riferimento di chi sta seguendo il processo di selezione, è meglio formulare i saluti, riferendosi al selezionatore/selezionatrice.

“Gentile NOME…”

2. PRESENTAZIONE (nome, età, percorso di studi, skills ed esperienze rilevanti)

Presentati facendo capire qual è il tuo ruolo professionale, i tuoi obiettivi e cosa stai facendo per raggiungerli.
Per profili esperienziati, inserire le esperienze di rilievo.

“Sono NOME e COGNOME, ho tot anni e sono laureato in informatica.
Ho sviluppato competenze nello sviluppo app nativo, con Kotlin e Java, con progetti in consulenza presso ***, dove ho ricoperto il ruolo di *** che mi ha permesso di mettermi in gioco come team leader, gestendo un team…”.

Per uno stage o un junior, si può adattare il testo, sulle proprie esperienze, corsi specifici, e sulle competenze personali maturate in altre esperienze diverse da quella per cui ci si sta candidando (sempre in linea all’offerta: ho buone competenze nella gestione del tempo e dei task assegnate, maturata grazie ad esperienze di lavoro portate avanti in parallelo, durante il mio percorso di studi).

“Sono NOME e COGNOME, ho tot anni e sono laureato in informatica.
Ho sviluppato competenze nello sviluppo app, grazie a progetti universitari svolti durante il corso di *** con il professore ***…”.

3. MOTIVAZIONE (perché mi candido e cosa conosco dell’azienda)

Le aziende vogliono assumere persone che possano far propria la vision e la mission aziendale, pertanto, è importante fare ricerche sull’azienda a cui si sta sottoponendo la nostra candidatura.
Utilizza i social (LinkedIn, Meta e Instagram) per raccogliere più informazioni possibili, anche da chi è già inserito.

“Ciò che mi spinge a candidarmi presso la vostra azienda è la voglia di entrare a far parte di un’azienda giovane il cui core business è lo sviluppo APP, ambito in cui vorrei crescere professionalmente.
Ho conosciuto la vostra azienda tramite l’evento ***, dove ho apprezzato la vostra visione e i progetti da voi conclusi, come ***, ed in acquisizione…)

Far capire che c’è un legame tra una competenza nel CV in allegato ed una skills (bisogno) indicata nell’offerta di lavoro, evidenziando anche quali sono le possibili problematiche che potresti risolvere una volta inserito in Azienda.

4. CALL TO ACTION

Ricorda del CV in allegato, indica il profilo LinkedIn e chiudi con la chiamata all’azione, ovvero sottolinea che hai interesse ad essere ricontattato per un colloquio e che aspetti un feedback in merito alla candidatura. 

“Mi rendo disponibile per un colloquio conoscitivo presso la Vostra Azienda.
Ringrazio per l’attenzione.

Cordialmente
NOME e COGNOME”

Ulteriori suggerimenti:

  • Cerca di essere sintetico, conciso e di restare in una pagina.
  • Cerca di personalizzare il più possibile: è importante che tu metta in evidenza le skills che ti rendono adatto all’annuncio/azienda.
  • Vai oltre le informazioni del CV.
  • Cerca di non essere robotico, ma utilizza questo strumento per farti conoscere meglio.

Dopo aver chiarito cosa è meglio inserire in una cover letter, facciamo un breve elenco dei 5 errori da evitare:


– appellativi informali come “egregio” “illustrissimo” “esimio” nei saluti iniziali;
– evita di fare liste della spesa delle tue competenze, ma argomenta le essenziali ed incuriosisci;
– evita autoelogi e skills personali inflazionati se non dimostrabili con i fatti (proattivo, resiliente…);
– lascia la computazione in un unico blocco, senza separare i paragrafi
– evita errori di battitura, qualcuno può sfuggire, troppi no.

Chiarito questo, c’è da chiedersi allora perché venga spesso snobbata, parzialmente o totalmente?

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