Le 7 donne pioniere dell’informatica

7 donne chiave dell'informatica.

Oggi 8 marzo vogliamo celebrare Ada Lovelace, e quello che rappresenta per le ragazze che si affacciano al mondo dell’informatica.
Insieme alla Lovelace, sono molte le donne che hanno fatto la storia dello sviluppo software e noi abbiamo deciso di rendere lode a 7 pioniere dell’informatica, come rappresentanti delle tante altre donne che si sono impegnate in questo campo, nonostante le difficoltà culturali del momento, oggi c’è più spazio per le donne e per il loro talento femminile.

Ada Lovelace (1815-1852): madre del computer odierno

Viene considerata la madre del computer odierno, colei che ha dato vita al primo linguaggio di programmazione, precursore di tutti quelli successivi che ancora oggi utilizziamo regolarmente.

A 17 anni, durante un ricevimento, conobbe il matematico Charles Babbage, inventore che influenzò molto i suoi studi futuri. L’uomo le parlò del suo ultimo progetto, la Macchina Analitica, uno dei tasselli fondamentali della storia dell’informatica. Tale macchina era sostanzialmente il primo prototipo di elaboratore elettronico. Lei capì che i numeri potevano essere utilizzati per rappresentare tantissime cose oltre alle quantità e che, se la macchina riusciva a processare i numeri, avrebbe potuto elaborare in modo autonomo qualunque cosa fosse composta proprio da numeri. Fu così che Ada elaborò un algoritmo per la Macchina Analitica, che le avrebbe consentito di calcolare i numeri di Bernoulli. Ada Lovelace descrive un algoritmo per la macchina analitica per calcolare i numeri di Bernoulli, che oggi viene generalmente riconosciuto come il primo programma informatico della storia, motivo per il quale è considerata in assoluto la prima programmatrice di computer.

Hedy Lamarr (1914-2000): l’attrice che inventò il wireless

Oltre ad essere una diva del cinema fu anche una grande inventrice. L’ex studentessa di ingegneria a Vienna, ha sviluppato insieme al compositore George Antheil un sistema di guida a distanza per siluri. Il brevetto consiste in un sistema di modulazione per la codifica di informazioni da trasmettere su frequenze radio, verso un’entità che li riceverà nello stesso ordine con il quale sono state trasmesse. Questo sistema è alla base di tutte le tecnologie di comunicazione senza fili che usiamo oggi, dal Wi-Fi al GPS.

Karen Spärck Jones (1935-2007): creatrice del motore di ricerca Alta Vista

Docente di informatica alla prestigiosa Cambridge, e forte sostenitrice dell’avvicinamento delle donne all’intero campo tecnologico.

Karen fu l’ideatrice del sistema alla base dei moderni motori di ricerca, con la creazione della cosiddetta funzione di peso td-idf, capace di misurare la rilevanza e importanza di uno specifico termine in relazione ad uno o più documenti. Karen presentò questo lavoro in un articolo nel 1972 “A statistical interpretation of term specificity and its application in retrieval”, che venne poi concretizzato da Mike Burrows nel 1994 con la creazione del motore di ricerca Alta Vista. Un’opera essenziale per rendere più facilmente consultabili numerosissimi documenti destinati a moltiplicarsi e ammucchiarsi esponenzialmente nei decenni a venire.

Grace Murray Hopper (1906-1992): matematica ed informatica creatirce di Cobol

Dopo aver ottenuto un PhD in matematica nel 1934 a Yale, insegnò per due anni al Vassar College e in seguito si arruolò nella Riserva della Marina nel ’43.
A Grace la storia dell’informatica deve molto, in quanto fra le tante cose, il suo ruolo fu essenziale nella programmazione del COBOL, un linguaggio di programmazione, indipendente dalla macchina, linguaggio adoperato ancora oggi in software commerciali di tipo bancario. A Grace dobbiamo anche l’utilizzo del termine bug per definire un malfunzionamento di un computer, e le relative operazioni di debugging.

Anita Borg (1949-2003): la fondatrice dell’Institute for Women and Technology

Informatica statunitense, Anita ha dato l’impulso maggiore a beneficio delle donne in campo informatico e tecnologico. Ha sviluppato Mecca, un sistema di comunicazioni via email, all’epoca una novità, e nel 1987 ha fondato Systers, una rete di email per donne che lavoravano e studiavano nell’ambito della tecnologia con un’alta formazione a livello tecnico.
Fra le imprese più grandi di Anita Borg sempre in ambito femminile, vi furono la creazione della Grace Hopper Celebration of Women in Computing nel 1994 e la fondazione dell’Institute for Women and Technology nel 1997.

Carol Shaw (1955): prima donna programmatrice di videogiochi

Carol Shaw è considerata la prima donna designer e programmatrice di videogiochi, prestando il suo talento di game designer sia ad Atari che ad Activision.
Il suo gioco Polo, inedito, del 1978, è il primo gioco ideato e programmato da una donna.
Il primo gioco pubblicato che ha progettato Shaw è stato 3-D Tic-Tac-Toe nel 1978, ma a renderla famosa nel mondo del gaming, è il suo gioco River Raid del 1982.
Nel 2017, è stata premiata alla cerimonia dei Games Awards per tutto il suo lavoro nel settore dei videogiochi.

Jane Manchun Wong: app investigator/hacker

A solo 23 anni, questa ragazza appassionata di internet è diventata “La donna che scova nella Silicon Valley”, secondo la Bbc. Jane Wong è temuta dalle grandi aziende informatiche per la sua specialità nel reverse engineering. Originaria di Hong Kong, ha studiato Scienze dell’Informatica all’Università di Massachusetts Dartmouth. La sua specialità è scoprire le app più famose, prima che diventino pubbliche, come anche gli errori nella loro programmazione. Quest’attività, cominciata un po’ per gioco, le ha fatto incassare circa un milione di dollari.
È stata lei a scoprire, per esempio, il servizio Daiting di Facebook prima che uscisse sul mercato. È arrivata anche al test di Airbnb per avvertire i ritardi sugli aerei e gli esperimenti di Instagram sulle immagini di profilo. Le sue informazioni possono influire molto sui titoli in Borsa delle imprese

Negli anni, le cosiddette coding girls sembravano un trend in ascesa. Negli Stati Uniti rappresentavano il 35% del settore e per decenni il loro numero è cresciuto molto velocemente.
Solo in Italia nel 2015 le donne che hanno conseguito una laurea in informatica, rappresentano il 3%.

Stando ad uno studio riportato dall’ Università degli studi di Salerno, in Europa:

  • solo 9 sviluppatori su 100 sono donne;
  • solo il 19% dei manager nel settore digitale è di sesso femminile (rispetto al 45% in altri settori dei servizi);
  • solo il 19% degli imprenditori nel settore digitale è di sesso femminile (rispetto al 54% in altri settori dei servizi); meno del 30% della forza lavoro nel settore è di sesso femminile;
  • il numero di donne laureate in informatica è in calo (3% di donne rispetto al 10% di uomini).